prefazione di Stefano Mecenate
Torna con questa raccolta di racconti Giorgio Tosi, avvocato, giornalista, scrittore, eclettico personaggio della cultura italiana approdato all'Ibiskos nel 1977 con Zum Tode (a morte), racconto autobiografico di un giovane studente liceale coinvolto nella lotta partigiana trentina. Da allora molte le produzioni, diverse tra loro a descrivere quella "curiosità del vivere" che forse costituisce una delle cifre più significative della personalità di Tosi. Una curiosità segnata da una costante e profonda partecipazione ai fatti di cui narra, quando non sono autobiografici, quando essere osservatore gli consente, nel distacco della non appartenenza a quei fatti, di esaltare quella "pietas" che è comprensione più che giudizio. C'é una breve lirica di questo autore padovano che credo possa servire a seguirne, se non il percorso essenziale, almeno quello artistico: Non la morte sgomenta/l'indomabile cuore/ma il dubbio/di aver sciupato la vita (G. Tosi: Ballò una sola estate). Anche in Luomo dagli occhi viola, Tosi esplora l'universo umano nelle sue contraddizioni più profonde ma anche nelle sue grandezze più sublimi, sospendendo il giudizio o demandandolo al lettore dopo avergli fornito gli strumenti per comprendere e valutare ciò che il suo occhio e il suo cuore hanno colto in quella storia. Non gli manca il coraggio di mettersi in gioco, né la capacità di difendere le sue posizioni, ma la saggezza dell'età e più ancora la capitalizzazione di un vissuto dal quale molto ha imparato, gli impedisce di non spendersi in facili sermoni moraleggianti, quanto, piuttosto, di entrare nel profondo dell'animo dei personaggi, per dare loro comunque un'opportunità per farsi conoscere e capire, anche nei loro gesti meno condivisibili. Una prosa essenziale sostiene questo lavoro di scavo e fa si che ogni pagina contenga elementi pregnanti per dare alle successive quella spinta che non esaurisce né la curiosità né il piacere della lettura. I cinque racconti che costituiscono la raccolta sono pregevoli esempi di questa scrittura antropocentrica che l'Autore predilige e che declina con sapienza dosando opportunamente gli "aromi" affinché la sostanza sia adeguatamente valorizzata. Così dalla pagina di guerra di Tabarka, si passa alla suggestiva storia di Luca, dagli occhi viola, per poi immergersi nelle vicende di Umberto, studente di architettura. E che dire di Un giorno di follia, dell'atmosfera magica e fascinosa di quel paese "arroccato ai piedi del Sasso delle Dodici: una chiesa, un convento e poche case". La gente vive di agricoltura e allevamento e viene sconvolta da fatti di sangue che ne segneranno profondamente l'esistenza non solo dei diretti interessati ma dell'intera comunità. E infine La capra di Torre, che sembra in qualche modo una "summa" dei precedenti e attanaglia il lettore nelle spire di una descrizione così ben strutturata. un libro da leggere tutto d'un fiato ma certamente da rileggere, centellinando quei suggerimenti e quelle suggestioni che L'Autore lascia a disposizione di chi non si accontenta di una semplice lettura da relax.
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| L'uomo dagli occhi viola | |
|---|---|
| Numero pagine: | 79 |
| Autore: | Giorgio Tosi |
| Casa editrice: | Ibiskos |
| Genere: | Racconti |
| Anno di pubblicazione: | 2011 |
| ISBN: | 9788854607873 |
| ISBN-13: | |
| Collana: | Delphinium |
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